I veri motivi degli 80 euro di Renzi. E come ha ipotecato la vittoria alle Europee.

renzi target“Mamma mia che bello il Renzi”, “Mamma mia come parla bene il Renzi”, “Mamma mia come è bravo il Renzi”.

Sono le frasi che sento quasi quotidianamente da due mesi a questa parte. Non commento la prima, i gusti sessuali e la bellezza sono soggettivi. Non commento nemmeno la seconda, non c’è dubbio che sia un bravo comunicatore (come il Berlusconi degli inizi).

Ma sulla terza un po’ mi espongo, anzi un po’ tanto.

Posso tranquillamente dire che Renzi è stato bravo. Non dico “è bravo”, l’utilizzo del verbo al presente sembrerebbe un sostegno diretto. Bravo politicamente, questo intendo.

E la sua bravura in questa fase politica, molto delicata anche per lui, si può riassumere in un numero ed una parola : 80 euro.

Eh già. Probabilmente stavi dando per scontato, leggendo le prime righe di questo articolo, che avrei tessuto le sue lodi per come ha vinto le primarie del Partito Democratico o per come è riuscito ad andare al Governo. Niente di tutto questo, la sua bravura sta negli 80 E U R O. Chiaro?

Starai pensando : “Ma si, ovvio, ha dato 80 euro per prendere più voti perché ci sono le elezioni”. In parte hai ragione ma il ragionamento che sto per fare è molto più sottile : la decisione sugli 80 euro è stata presa a tavolino per “favorire” un determinato tipo di persone (quindi elettori) in funzione delle elezioni europee ma anche della leadership all’interno del PD. Ma non solo… 

Quindi quali vantaggi avrebbe (ha) Renzi da tutto questo?

  • Un maggiore consenso trasversale perché ha dato più soldi in busta paga, facendo quello che non aveva mai fatto nessuno prima, nemmeno Berlusconi;
  • Serrare i ranghi all’interno del suo partito, andando a “colpire” gli elettori che già erano del PD ma che tradizionalmente non erano dalla sua parte/corrente/fazione;
  • Riportare a casa i delusi del Movimento 5 Stelle.

Se il primo vantaggio è quello più scontato, ed il terzo quello che importava meno (ma almeno i flussi elettorali li hanno studiati, credo), il secondo è quello su cui voglio portare l’attenzione, perchè è stato tarato su un target ben definito.

Analizzando l’ultima indagine statistica realizzata da Ipsos per il Corriere della Sera, dove venivano indicate le intenzioni di voto per categorie, si scoprono cose molto interessanti sugli elettori. Quindi sesso, età, professione e così via.

Mi voglio soffermare sulla professione. La maggioranza degli elettori del PD (e suoi predecessori) è sempre stata composta da pensionati (tramite i sindacati) e da dipendenti pubblici (statali e non). Tra questi ultimi molti insegnanti ed impiegati. La “classe media” di sinistra.

Figli del ’68, hanno visto passare il Partito Comunista Italiano (PCI), il Partito Democratico della Sinistra (PDS), i Democratici di Sinistra (DS), infine il Partito Democratico (PD). Tutta gente sopra i 45 anni d’età. E più si va in su, più il PD è forte. Anche tra le casalinghe, un tempo appannaggio esclusivo di Berlusconi.

Questi, pur essendo del PD (o votando PD) NON sono tipici sostenitori/elettori di Renzi, piuttosto dei D’Alema, dei Bersani, e di tutti gli ex-comunisti.

Ecco quindi che Renzi ha voluto dare un colpo al cerchio ed uno alla botte con la sua strategia. Colpi precisi. Da una parte si è assicurato la simpatia dello schieramento opposto e del relativo elettorato (si sprecano i consensi per Renzi a destra, in particolare da Forza Italia) e dall’altra ha dato una botta tremenda ai suoi rivali interni, andando a prendere consensi fuori dalla propria “zona di comfort”. Per capire bene questo termine consiglio di leggere i libri o partecipare ai seminari di Roberto Re.

Che poi non siano 80 euro per tutti, che poi vengano tolte le detrazioni per la moglie a carico annullando quindi il vantaggio economico (ma è vero poi?), poco importa, il messaggio degli 80 euro è passato. Ed ha colpito il giusto pubblico.

Il risultato? PD in testa a tutti i sondaggi (a livello nazionale) con numeri mai visti, anche in regioni tradizionalmente ostili.

Tutte queste strategie vanno decise a tavolino, e noi di Fabbrica Politica siamo esperti in questo. Il nostro sistema politico prevede dei metodi dedicati per ogni fase. Non abbiamo solo competenze di marketing e comunicazione, ma anche una buona dose esperienza politica. Questo ci consente di avere una marcia in più rispetto ai concorrenti e di farti andare ad una velocità maggiore, in modo da raggiungere il traguardo per primo, da vincitore.

Foto Credit : radiocittafujiko.it

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