I 3 elementi base per creare una massa di “fedeli” in politica

Perché nonostante lo scandalo dei 49 milioni di euro e la sentenza di condanna del Tribunale di Genova ai danni della Lega, militanti ed elettori continuano a sostenere con forza Matteo Salvini e il suo partito?

La campagna lanciata da Salvini, al motto di “non ci fermeranno”, infatti, sta avendo un grande riscontro.

Te lo spiego subito.

Per lo stesso motivo per cui il PD di Renzi ha ancora un seguito di milioni di elettori, nonostante i guai giudiziari della famiglia dell’ex premier e i disastri politici che gli vengono contestati dai suoi avversari.

Per lo stesso motivo per cui i cattolici continuano ad andare a messa a credere nella Chiesa e nel Papa, nonostante gli scandali finanziari e gli abusi sessuali dei preti ai danni di molti bambini.

Per lo stesso motivo per cui Burioni è considerato il paladino dei vaccini, nonostante gli venga contestato da alcuni di avere un conflitto di interesse in quanto titolare di brevetti su anticorpi monoclonali che possono anche essere usati per testare preparati di anticorpi da usare come vaccini. 

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Chi vuol far cosa : un’analisi più in profondità sulle conseguenze del voto del 4 marzo

analisi politiche bis

Cosa vuole fare Di Maio? Cosa vuole fare Salvini? Cosa vuole fare Renzi? E il suo partito? Cosa vuole fare Berlusconi? Cosa vuole fare Mattarella? Cosa vogliono i cosiddetti “poteri forti”, dalla Confindustria al mondo della finanza e collegati?

Per capire come potrebbe andare a finire bisogna prima rispondere a queste domande.

Sopra ho indicato quelli che ritengo, in questo momento, i principali attori in gioco, quelli che determineranno in un senso o nell’altro il risultato della partita. Non me ne vogliano gli altri, ma in questo momento passano in secondo piano come importanza.

Torniamo a noi.

Nell’articolo scritto un paio di giorni fa (lo trovi sul blog) dicevo che il Movimento 5 Stelle e la Lega avevano tutto da perdere da un accordo di governo che li vedeva insieme.

Perché?

Le due Italie – non solo in riferimento alla cartina con i diversi colori che rappresentano l’affermazione dei partiti o delle coalizioni in determinate aree geografiche – quella dalla parte di Salvini e quella dalla parte di Di Maio, hanno richieste diverse.

Chiunque vada al governo è consapevole che, in qualche modo, i conti devono tornare. Sarebbero sostenibili sia la “Flat Tax” che il “Reddito di Cittadinanza”? Lo dubito fortemente. Vero che Berlusconi aveva proposto un “Reddito di inclusione” per certi versi simile, seppur meno sostanzioso e con più restrizioni, ma la vittoria di Salvini detta al centrodestra altre priorità.

Oltre alla “Flat Tax”, ad esempio, l’abolizione della “Legge Fornero” sulle pensioni, che comporta cifre molto alte. Provvedimento su cui Lega e Movimento 5 Stelle sembrano, tra l’altro, concordi.

Non è solo una questione di nord, centro e sud, è anche una questione di numeri. 

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L’Italia ha il suo (inaspettato) Trump

salvini con trump

Piaccia o meno, è Matteo Salvini il vero vincitore di queste elezioni.

Lo so, lo so che il Movimento 5 Stelle ha preso quasi il doppio dei voti, e che sono quindi i “grillini” il primo partito d’Italia. Ma questo – seppur magari in dimensioni differenti – era un risultato ampiamente atteso. Lo era, invece, decisamente meno che il “Capitano” portasse la Lega a tre risultati storici, che non erano riusciti nemmeno al miglior Umberto Bossi o a Bobo Maroni. Salvini, infatti, ha portato la Lega oltre il 15% (al 17,4, per l’esattezza), centrando una buona affermazione anche al centro-sud, e scavalcando Forza Italia (ferma al 14%) all’interno della coalizione di centrodestra.

Il risultato è che, almeno sulla carta, Matteo Salvini è il premier in pectore della principale forza parlamentare eletta a Roma con il voto del 4 marzo.

Come ci è riuscito? Capendo meglio di altri come, cosa dire e quando dirlo.

Da un punto di vista “formale”, quella di Salvini non è stata una campagna elettorale grandiosa: ci sono state promesse elettorali ben più roboanti delle sue, ci sono state presenze sui media “tradizionali” ben più pesanti della sua, e sembrava che più protesta potesse assorbire il Movimento 5 Stelle, tanta meno ne sarebbe rimasta a lui.

Eppure…

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