La prima domanda a cui rispondere se fai politica e vuoi emergere

C'è posto per me in politica?

“C’è spazio per te, oggi in politica?”

Si tratta di una domanda che faccio sempre a chi viene da me per fargli capire che non è detto si possa fare ciò che si vuole.

“C’è spazio per te, in questo momento, con questo contesto politico, nella tua area geografica, per quello che vuoi fare?”

Rifatti questa domanda più e più volte e cerca di darti una risposta onesta perché il tuo obiettivo deve essere il più possibile allineato con le tue reali possibilità di farcela. Può essere che ci sia spazio o che non ci sia. Le vie di mezzo non sono di questa era e “tirare a campare” andava bene ai tempi di Andreotti.

Dopo esserti dato in maniera autonoma questa risposta, ecco che arriva il mio turno: a questo punto, il mio compito è quello di essere il più sincero possibile e di valutare la situazione in maniera imparziale e distaccata.

Questo perché non mi posso limitare a prendere per buono tutto quello che mi viene detto da una persona che, com’è normale che sia, è più propensa a fare delle valutazioni dal suo punto di vista e solo da suo.

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Lo stato del Marketing Politico Elettorale in Italia

marketing politico “Change” era lo slogan del primo Obama. “Cambia” tradotto letteralmente in italiano, anche se è riduttivo limitarsi a questo. Quella parola ha assunto un’importanza enorme, non solo a livello politico per gli Stati Uniti, che hanno eletto il primo presidente nero della loro storia, ma anche a livello di marketing politico elettorale.

La campagna elettorale di Obama ha frantumato (quasi) tutte le credenze e le strategie politiche che fino a quel momento l’avevano fatta da padrone, e che avevano permesso a migliaia di politici in tutto il mondo di vivere sugli allori per molti anni.

Di cosa sto parlando?

Di tutte quelle tradizionali attività di propaganda usate per acquisire consenso e voti : cartelloni pubblicitari, manifesti sulle bande elettorali, manifesti sugli spazi a pagamento, volantinaggi porta a porta, volantinaggi in luoghi pubblici ed affollati, spot tv e radio, brochure informative e lettere di presentazione, incontri pubblici con i cittadini, endorsement di personalità influenti, siti internet statici. E via dicendo…

Obama, grazie al suo staff ed a professionisti e strateghi giovani ed innovativi, ha ribaltato la situazione e si è imposto soprattutto grazie alla rete, ad internet, e ad un efficace marketing politico.

La diffusione esponenziale della banda larga, la possibilità di accedere ad internet in mobilità (con smartphone e tablet), l’avvento dei social media (Facebook e Twitter in particolare) e l’utilizzo dei Biga Data (non disponibili a quel livello in Italia) hanno permesso di profilare l’elettorato, di capirne le problematiche e le esigenze e di fare centro a colpo (quasi) sicuro.

So cosa stai pensando, ti fermo subito! Non sto dicendo che le attività tradizionali non vadano più bene, anzi, ma che alcune sono ormai obsolete e non funzionano più, mentre altre vanno mantenute, ripensate ed integrate con le nuove tecnologie al servizio del marketing politico.

Il marketing politico elettorale è profondamente cambiato (in Italia ha avuto un piccolo spunto in avanti con l’arrivo di Renzi) ed i politici non se ne sono ancora accorti. Oppure lo hanno capito ma sono restii al cambiamento, non vogliono e non possono credere che tutto ciò che hanno fatto fino ad oggi sia ormai preistoria.

La classe politica è vecchia. E per vecchia non intendo assolutamente in base all’età anagrafica dei politici (che comunque conta un po’) ma alla mentalità ed alla capacità di formarsi ed aprirsi a nuovi scenari. 

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Consulente Politico : 7 segnali per capire se stai scegliendo quello giusto

consulente politico

Il consulente politico è un esperto di marketing che sa impostare una strategia politica e condurre una campagna elettorale insieme e per conto di un candidato al fine di incrementare il consenso elettorale e vincere le elezioni.

Se volessimo dare una definizione terra-terra potremmo tranquillamente dire che si tratta della “persona che consiglia al politico cosa fare e cosa dire”.

Sembrerebbe tutto molto chiaro e non ci sarebbe nient’altro da dire se non fosse per l’esperienza che hanno vissuto e stanno vivendo molti candidati che si sono affidati nelle mani di diversi consulenti politici lungo tutto lo stivale.

Di cosa sto parlando?

Di come, in realtà, questi “consigli” si siano trasformati in veri e propri incubi.

I risultati negativi che possono metterti definitivamente KO

Quando parlo di incubi immagino tu abbia capito che mi riferisco ai risultati elettorali ottenuti ed alle conseguenze politiche e personali che questi hanno portato.

Quando perdi o i risultati sono estremamente negativi rispetto alle tue aspettative iniziali può accadere che compaiano degli evidenti sintomi da stress post-traumatico che sconvolgano la tua vita privata e mettano un freno alla tua crescita politica.

Non tutti sono in grado di gestire le sconfitte e, anche se non lo ammettono, sono consapevoli che il loro morale e la loro autostima ha subito una bella botta difficile da smaltire in poco tempo.

Se pensi che stia esagerando ed abbia dipinto una situazione catastrofica, molto probabilmente, non ti è ancora capitato di vivere un’esperienza di questo tipo o non riesci ad entrare nell’ordine delle idee che ogni persona vive determinate situazioni in modo totalmente diverso da altre che la circondano.

Per quanto le esperienze, positive o negative che siano, servano per imparare e non ripetere più gli errori del passato, non si può negare che, a volte, ne faremmo volentieri a meno.

Il mio compito è quello di evitare o attenuare queste esperienze negative che possono danneggiare la tua sfera politica e quella personale.

Come? 

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