Se lavori per un politico o un partito ecco cosa devi sapere per non farti spennare come un pollo

Comunque vada la campagna elettorale, il gioco è tutt’altro che finito la notte dopo delle elezioni. E non sto parlando del lavoro da iniziare post-elezioni (sempre che te l’abbiano commissionato).

Mi riferisco al fatto che se sei il proprietario di una piccola azienda di consulenza politica e non vieni pagato per intero una volta finito il lavoro, questo potrebbe compromettere seriamente il tuo business.

I consulenti ed fornitori spesso devono perdere un sacco di tempo per chiamare e chiedere appuntamenti al fine di riscuotere il pagamento, e non sempre si ottiene risposta o si riesce in tempi brevi.

Per le grandi campagne nazionali lo standard è pagare mesi, se non anni, dopo la fine delle elezioni. In molti casi questi soldi sono dovuti sia a consulenti che fornitori di ogni tipo. Basti pensare che, per la sua campagna presidenziale, Hillary Clinton ha versato più di 200.000 dollari ancora dovuti ad un sondaggista con 4 anni di ritardo. 

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5 Motivi per cui la luna di miele di Renzi sta già finendo. E cosa deve fare per prolungarla.

luna di mieleIl 25 maggio scorso Matteo Renzi (e solo in parte il PD) ha stravinto le elezioni europee, battendo record su record in Italia e venendo accolto come trionfatore in Europa, in particolare nella “famiglia” socialista.

Questo perchè, in controtendenza col resto d’Europa, dove i partiti ed i movimenti socialisti erano stati massacrati, lui aveva fatto il miracolo. Non poteva sperare in un biglietto da visita migliore, considerato che all’Italia toccava il semestre di presidenza europea (uno dei motivi per cui #enricostaisereno era solo una dichiarazione di facciata).

Insomma, tutto bene, tutto bello, baci ed abbracci, pasticcini e pizzette, strette di mano, pacche sulle spalle. Renzi non poteva chiedere di meglio, poco importa se c’era arrivato grazie al voto delle primarie del suo partito e non a quello degli elettori, sapeva che prima o poi avrebbe superato anche quella sfida.

Da quella data sono passati meno di 3 mesi (5 dal suo arrivo al governo) e molte aspettative sono state ridimensionate, cosa che succede a tutti quelli che vanno a governare, a qualsiasi livello. 

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5 punti che Berlusconi e Forza Italia devono prendere in considerazione per non farsi “uccidere” dal cecchino Renzi

alessandro cattaneoQualche giorno fa ho ricevuto una notifica via email da Twitter, nella quale erano presenti le tendenze della settimana sulla politica.

La prima in alto era questa a fianco. L’unica di interessante a dir la verità.

Alessandro Cattaneo, stimatissimo ex primo cittadino di Pavia, tanto da esser nominato responsabile per il reclutamento di nuovi volti giovani e preparati insieme a Giovanni Toti, annuncia il nuovo tour di Forza Italia.

Il tour, denominato “Al centro, a destra, in alto”, ha preso il via il 12 luglio ad Ascoli e toccherà nei prossimi mesi tutte le regioni.

Si tratta di una serie di dibattiti con gli amministratori locali (Sindaci in particolare). L’obiettivo è quello di “rifondare” Forza Italia partendo dal basso, dai rappresentanti del territorio più vicini alla gente.

Prima di Forza Italia questa strategia era stata portata avanti con successo dalla Lega Nord (ricordiamo l’infornata di Sindaci tra il 2007 ed il 2011) e dal PD (trainato da Renzi ed altri giovani rottamatori).

Un’iniziativa apprezzabile, non c’è che dire. A differenza della Lega e del PD, però, Forza Italia trova degli ostacoli quasi insormontabili. Ripeto, quasi.

Di cosa parlo? I due partiti sopra citati, prima della “rifondazione” (o “rottamazione”, visto che va di moda) sono passati, non senza spargimenti di sangue, attraverso la “notte dei lunghi coltelli”. A dir la verità le notti erano ben più d’una.

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