Piacere a tutti = Non piacere a nessuno

target elettoraleMi hanno colpito le parole usate da Maria Teresa Meli qualche giorno fa all’edizione serale della trasmissione “L’aria che tira” su LA7.

La giornalista del Corriere della Sera, mentre discuteva con Daniela Santanchè, ha detto :

Berlusconi voleva piacere a tutti, Renzi no.

In questa frase è racchiusa l’essenza del posizionamento politico, di cui ho già accennato in un altro articolo.

Non ricordo sinceramente in quale contesto ha pronunciato questa frase, ma non importa. E’ sufficiente aver letto l’articolo di Repubblica che anticipa le strategie autunnali di Matteo Renzi per far approvare le Unioni Civili per le coppie Gay, estendendo a loro gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate, per riprendere il filo.

Non entro nel merito della questione, non mi interessa e non voglio nemmeno scatenare un pandemonio (così si dice dalle mie parti), mi concentro solo sulla strategia politica. Se leggi questo blog ti interessa quella, giusto?

Nonostante si sia sempre definito un liberale, e nonostante una componente del suo partito spingesse in questo senso, Berlusconi non ha mai affrontato realmente l’argomento sulle coppie gay, per vari motivi :

  • Per la contrarietà della Lega Nord e dell’allora Alleanza Nazionale (salvo poi il ripensamento di Fini);
  • Per non indispettire i cattolici, che votavano in massa prima Forza Italia, poi il PDL (il PD prima di Renzi era troppo spostato a sinistra);
  • Per ingraziarsi Vaticano e gerarchie ecclesiastiche (la CEI dei Vescovi);
  • Perchè al suo elettorato non interessava.

Da un punto di vista strategico mi auguro fosse principalmente per quest’ultimo motivo, magari anche senza volerlo. Perchè dico questo? Perchè vuol dire che avrebbe rispettato la volontà dei propri elettori e del proprio target elettorale, contrari per la stragrande maggioranza a provvedimenti di questo tipo. Ma in un prossimo futuro non è detto che le cose non cambino.

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Cosa hanno in comune Sport e Politica?

Si stanno giocando le Finals NBA tra i San Antonio Spurs ed i Miami Heat, la rivincita dello scorso anno. Gara 1 a San Antonio (Texas) è stata vinta dalla squadra di casa ma la partita ha avuto due momenti clou : Il guasto all’impianto dell’aria condizionata (quindi temperatura ed umidità alta sul campo di gioco) L’infortunio del miglior giocatore del mondo, Lebron James dei Miami Heat (i crampi come conseguenza delle condizioni climatiche?) Fatto sta che non è passata inosservata una intervista di Jason Terry, ex campione NBA con i Dallas Mavericks. Ora…lungi da noi di parlare di complotto, o dire che il guasto all’aria condizionata è stato preparato ad arte, o dire che le condizioni muscolari di Lebron James e quel suo “problemuccio” erano conosciute e si sarebbero accentuate con determinate condizioni climatiche… Però i fatti parlano chiaro : senza il miglior giocatore del mondo nei momenti decisivi dell’ultimo quarto la gara è stata condizionata. Questo non significa che avrebbe per forza vinto Miami, vista la tradizione favorevole in casa degli Spurs, ma sicuramente avrebbe avuto molte più possibilità. Cosa c’entra la finale NBA con la Politica? E’ presto detto. Lo studio “maniacale” dell’avversario e l’individuazione dei suoi …

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Perchè Renzi ha stracciato Grillo. E come lo ha “sbranato” a L’Arena di Giletti facendolo sembrare un pirla.

renzi da gilettiSegnati questa data : domenica 25 Maggio. E’ la data in cui il premier Matteo Renzi ed il PD hanno stravinto le Elezioni Europee con un consenso oltre ogni previsione, ottenuto in passato solo dalla Democrazia Cristiana.

Nessuno l’aveva previsto. I sondaggisti davano addirittura il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo in recupero e pronto al sorpasso.

Quando ho visto i risultati, non lontani da quelli che pensavo, mi sono fatto delle grasse risate. Per l’ennesima volta, e con proporzioni enormi, i sondaggisti hanno preso una cantonata pazzesca, e noi di Fabbrica Politica l’avevamo detto un mese fa.

Ben 20 punti percentuali di distacco tra il PD, primo partito, ed il M5s, secondo. 41% per il PD e 21% per i grillini. Un doppiaggio in stile Formula 1.

Quelli del PD euforici ed i sostenitori dei 5 stelle delusi, abbattuti. Si domandano ancora come sia stato possibile. Qualcuno al loro interno lo ha già fatto a dir la verità.

Ho letto che lo staff comunicazione delle Camera del M5S ha creato un documento riservato (LOL) che analizza i risultati elettorali. Nel documento, non concordato con lo staff del Senato, viene spiegato cosa non è funzionato ed il perché di una batosta di tali proporzioni : “Parlamentari poco affidabili”, “Bisogna andare di più in TV” (mentre Casaleggio sostiene il contrario), “inquietante con quel cappellino” (riferito a Casaleggio)…e così via…

Qualcuno si è addirittura spinto a chiedere le dimissioni di Beppe Grillo, e lui ha risposto “Dimissioni da cosa?”. C’è da dire che l’umorismo non manca.

Analizzando i flussi elettorali si può vedere come il PD abbia portato al voto prima di tutto i propri elettori (ne parlavamo anche qui riguardo gli 80 euro), poi cannibalizzato Scelta Civica di Mario Monti e poi pescato un po’ da tutti ma molto di più tra gli indecisi ed i grillini. Renzi è andato a prendersi la vittoria in trasferta a casa del Beppe, ecco il perchè di tutto quel nervosismo.

Ma c’è stato un momento di svolta? C’è stato un momento in cui Renzi ha vinto e Grillo ha perso?

Se tralasciamo l’ultima settimana prima del voto (importantissima, per carità), con gli appuntamenti seriali a “Porta a Porta” di Grillo, Berlusconi e Renzi, si. Io ho capito che il risultato di Renzi sarebbe stato straordinario ancora un mese fa (vedi altro articolo del blog sugli 8o euro) ed il divario col secondo maggiore del previsto.

Ne ho avuto la conferma domenica 18 Maggio, una settimana prima del voto, quando ho visto in diretta l’intervista di Giletti a Renzi nell’ultima puntata stagionale de L’Arena su Rai1.

Cos’è successo in quella puntata?

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