Come fare una campagna elettorale comunale

come fare una campagna elettorale comunale

Se stai cercando delle indicazioni su come fare una campagna elettorale comunale per riuscire a vincere le elezioni, allora leggi fino in fondo questo articolo.

Qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere? Qual è la carica che vuoi occupare?

  • Consigliere Comunale?
  • Assessore? (parti, comunque, come candidato al consiglio comunale).
  • Sindaco?

A livello di princìpi, il percorso è lo stesso.

Cambia, invece, a livello strategico e per quel che riguarda la libertà di azione in relazione all’importanza della carica che andrai potenzialmente a ricoprire.

Ora vediamo il perché.

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I 3 elementi base per creare una massa di “fedeli” in politica

Perché nonostante lo scandalo dei 49 milioni di euro e la sentenza di condanna del Tribunale di Genova ai danni della Lega, militanti ed elettori continuano a sostenere con forza Matteo Salvini e il suo partito?

La campagna lanciata da Salvini, al motto di “non ci fermeranno”, infatti, sta avendo un grande riscontro.

Te lo spiego subito.

Per lo stesso motivo per cui il PD di Renzi ha ancora un seguito di milioni di elettori, nonostante i guai giudiziari della famiglia dell’ex premier e i disastri politici che gli vengono contestati dai suoi avversari.

Per lo stesso motivo per cui i cattolici continuano ad andare a messa a credere nella Chiesa e nel Papa, nonostante gli scandali finanziari e gli abusi sessuali dei preti ai danni di molti bambini.

Per lo stesso motivo per cui Burioni è considerato il paladino dei vaccini, nonostante gli venga contestato da alcuni di avere un conflitto di interesse in quanto titolare di brevetti su anticorpi monoclonali che possono anche essere usati per testare preparati di anticorpi da usare come vaccini. 

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La lezione delle zanzare ai politici tartaruga

politici tartaruga

Può una zanzara creare un caso politico-sanitario in un paese occidentale?

Si che è possibile e ora ti spiego cosa sta succedendo, ma prima lasciami fare una piccola premessa storica per farti capire il contesto in cui ci troviamo.

Il Veneto, nell’immediato dopoguerra, era una delle regioni più povere d’Italia. Dove oggi ci sono zone industriali e artigianali, o aree residenziali, una volta c’erano aree paludose. Era frequente trovare cartelli con scritto “zona depressa”. Me lo ricordava sempre un anziano signore che aveva casa vicino ai miei nonni e che ogni estate tornava per un mese a far le ferie, dopo tanto lavoro in quel di Torino, dov’era emigrato per lavorare alla Fiat.

Oggi è ancora così? No di certo.

Le cose sono decisamente migliorate a livello economico, nonostante la crisi del 2008, inutile nasconderlo, ma una cosa non è mai cambiata: il clima estremamente umido tipico delle zone ex-paludose.

Sia d’estate che d’inverno. Anzi, forse la situazione è peggiorata a causa dell’inquinamento e della cappa che hanno sopra la testa tutti gli abitanti della pianura padana.

D’estate, appena muovi un dito, è come fare una doccia senza fare la doccia. D’inverno, il freddo penetra nelle ossa ed è veramente fastidioso. Non è un incentivo a non venire qui, ci mancherebbe, ogni zona ha le sue cose positive e negative. Qui il clima non è dei migliori, ecco. Ne ho avuto la certezza quando, qualche anno fa, sono stato ospite presso il consolato di un altro paese dell’area europea in centro a Mosca. Era pieno inverno, c’erano trenta gradi sotto zero, ma ero vestito come qui a zero gradi. Inutile dirti che in Russia non sentivo affatto freddo e qui, invece, pregavo ogni giorno che arrivasse la primavera.

L’umidità è una brutta bestia, soprattutto per la salute.

Ti sarai chiesto: “ma cosa c’entra tutto questo con la politica?” 

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