La lezione del democratico americano Andrew Yang: come emergere in politica anche se hai davanti dei colossi

andrew yang

Il più rampante e sorprendente aspirante alla carica di Presidente degli Stati Uniti fa parte del pool di candidati che si contendono la nomination passando per le primarie dei Democratici.

Sto parlando di Andrew Yang.

Per emergere, Andrew ha scelto di puntare solamente su tre temi e di prenderne uno di questi come cavallo di battaglia.

I tre temi sono:

  1. Reddito universale di base di 1000 dollari al mese per ogni americano sopra i 18 anni;
  2. Sanità gratuita per tutti;
  3. Un capitalismo umano dove le persone sono più importanti dei soldi e dove non ci sia più l’enfasi sul profitto a tutti i costi.

Sconfessando pesantemente storia e cultura americana, certo.

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Renzi fa “ciao” con la manina al PD, ma parte già zoppo online

renzi dice addio al pd

La notizia principale di questi giorni, che non vede protagonista Salvini (nonostante Pontida), è la scissione del PD causata dalla fuoriuscita dal partito di Renzi e di un gruppetto di fedelissimi.

Si sono sprecati gli appelli all’unità del partito, anche da parte di molti che fino a pochi giorni fa mangiavano alla corte del Duca di Firenze e che non lo hanno seguito in questa nuova avventura.

Ma Renzi, si sa, quando decide, non è tipo da guardarsi indietro o da farsi convincere facilmente.

Renzi ha detto addio al partito che condusse al massimo storico alle elezioni europee del 2014 durante “Porta a Porta”, la terza camera di Bruno Vespa.

Su questa situazione devo dire due cose: devo dare due risposte a due domande che mi sono state poste.

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Il dramma di Forza Italia: il partito di Berlusconi ago della bilancia per andare o meno a elezioni anticipate

elezioni anticipate

Pensavi che la crisi di governo portasse a elezioni anticipate?

Eri sicuro che Salvini avrebbe avuto la strada spianata per andare a nuove elezioni nel mese di ottobre?

E invece…non è così automatico.

In Italia, la storia insegna, la richiesta di elezioni immediate, almeno da quando è nata la “Seconda Repubblica” che ha visto l’ascesa di Silvio Berlusconi, non ha sempre avuto esito positivo.

Il Presidente della Repubblica, per il ruolo che ricopre e le funzioni che gli vengono attribuite dalla Costituzione, proverà a trovare delle maggioranze alternative a quella formata da Lega e M5S, in modo da arrivare fino al termine della legislatura (prima della fine c’è da eleggere il suo successore, dettaglio da non dimenticare).

Se questo non sarà possibile ne trarrà le conseguenze e favorirà l’insediamento di un governo di orizzonte elettorale che possa guidare il Paese a elezioni anticipate.

Non credo, invece, a un governo a scadenza che si occupi di approvare la manovra finanziaria (che, tra l’altro, prevederà l’aumento dell’iva senza il disinnesco delle clausole di salvaguardia) per poi esaurire le proprie funzioni e permettere di andare al voto.

Mai dire mai, per carità, ma chi si prenderebbe la responsabilità di appoggiare questo governo di scopo di durata così breve?

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