Il dramma di Forza Italia: il partito di Berlusconi ago della bilancia per andare o meno a elezioni anticipate

elezioni anticipate

Pensavi che la crisi di governo portasse a elezioni anticipate?

Eri sicuro che Salvini avrebbe avuto la strada spianata per andare a nuove elezioni nel mese di ottobre?

E invece…non è così automatico.

In Italia, la storia insegna, la richiesta di elezioni immediate, almeno da quando è nata la “Seconda Repubblica” che ha visto l’ascesa di Silvio Berlusconi, non ha sempre avuto esito positivo.

Il Presidente della Repubblica, per il ruolo che ricopre e le funzioni che gli vengono attribuite dalla Costituzione, proverà a trovare delle maggioranze alternative a quella formata da Lega e M5S, in modo da arrivare fino al termine della legislatura (prima della fine c’è da eleggere il suo successore, dettaglio da non dimenticare).

Se questo non sarà possibile ne trarrà le conseguenze e favorirà l’insediamento di un governo di orizzonte elettorale che possa guidare il Paese a elezioni anticipate.

Non credo, invece, a un governo a scadenza che si occupi di approvare la manovra finanziaria (che, tra l’altro, prevederà l’aumento dell’iva senza il disinnesco delle clausole di salvaguardia) per poi esaurire le proprie funzioni e permettere di andare al voto.

Mai dire mai, per carità, ma chi si prenderebbe la responsabilità di appoggiare questo governo di scopo di durata così breve?

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Il ritorno di Renzi: le tre strade che può percorrere per rientrare in corsa

renzi e grillo

Quante volte hanno dato politicamente per morto Silvio Berlusconi?

Quante volte è “resuscitato”?

Tante.

Anche quando sembrava finito, il leader di Forza Italia ha dimostrato di saper tornare dagli inferi come nessun altro sarebbe stato in grado di fare. Ora, però, complici anche altri fattori che nemmeno lui può piegare a suo favore, sembra definitivamente sul viale del tramonto.

C’è un altro personaggio politico, però, che avrebbe voluto ripercorrere i fasti dell’ex presidente del Milan: Matteo Renzi.

Non c’è riuscito. Se avesse dovuto mantenere la promessa di lasciare la politica subito dopo la netta e bruciante sconfitta del referendum costituzionale del dicembre 2016 oggi non ne sentiremmo più parlare, almeno per ciò che concerne la vita pubblica del Paese.

Rimangiatosi la parola (deve aver capito che legare la propria carriera a un risultato politico incerto non è stato un colpo di genio), e dopo aver perso il ruolo di Presidente del Consiglio, è stato eletto in Parlamento senza alcun ruolo, come Senatore semplice.

In realtà, il “costume” di Senatore semplice non gli si addice. Infatti, Renzi non ha mai smesso di lavorare nell’ombra per condizionare la vita del proprio partito (i gruppi parlamentare sono legati in gran parte a lui), la cui guida gli è stata scippata da Zingaretti, e di tutta italia.

E oggi si trova davanti non a un bivio, ma addirittura a un trivio.

Ora entro nei dettagli.

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Il piano di Salvini per diventare premier: l’evoluzione della crisi di governo e cosa ci aspetta

crisi governo

“Troppi no fanno male all’Italia”

È questo il refrain con cui Salvini occupa gli spazi mediatici dal giorno successivo a quello in cui si sono tenute le elezioni europee, che lo hanno visto uscire vincitore (almeno in Italia).

Il riferimento, nemmeno troppo velato, è ai continui stop e rinvii su provvedimenti ritenuti indispensabili per rilanciare il Paese (e cari all’elettorato leghista) causati dall’ostruzionismo del M5S: riduzione delle tasse (leggi Flat Tax), autonomie (più per spinta dei Governatori che tengono le redini dell’elettorato al nord), riforma della giustizia con la separazione delle carriere di Giudici e Pm (tanto cara in passato a Berlusconi e, dato lo scandalo che ha investito il Csm, mai così alla portata come oggi), Tav, salario minimo, etc…

Insomma, i nodi di cui parlava all’inizio dell’esperienza di quello che è stato auto-battezzato come il “Governo del cambiamento”, sono venuti al pettine e sembra non ci sia modo di riparare alla situazione (certi toni e insulti che stanno volando non permettono di tornare facilmente indietro).

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