Donne in politica: come emergere in un ambiente in cui gli uomini la fanno da padroni

donne in politica focus

Prima di tutto, alcune date importanti.

  • 1 febbraio 1945: emanazione del decreto legislativo luogotenenziale n. 23 che conferisce il diritto di voto alle italiane con almeno 21 anni;
  • 10 marzo 1946: approvazione del decreto n. 74 che introduce l’elettorato passivo per le donne di almeno 25 anni;
  • 2 giugno 1946: le prime 21 donne elette all’assemblea costituente;
  • 29 luglio 1976: Tina Anselmi diventa il primo ministro donna della storia repubblicana;
  • 20 giugno 1979: Nilde Iotti diventa la prima donna Presidente della Camera;
  • 24 marzo 2018: Maria Elisabetta Alberti Casellati diventa la prima donna Presidente del Senato.

Nel mezzo decine di donne sono state elette come sindaci, presidenti di provincia e di regione, deputate e senatrici.

Ecco la crescita che riguarda il parlamento in questo grafico.

presenza donne in parlamento

Ora manca solo una data.

Accadrà, prima o poi.

Lo penso veramente e adesso ti spiego il perché.

Quando ho iniziato a fare il consulente politico, il 100% dei miei clienti era composto da soli uomini.

Ora il rapporto uomini-donne è 70 a 30 (nel giro di cinque anni sono convinto ci sarà il pareggio).

E non sono passati moltissimi anni.

Le donne, anno dopo anno, si sono dimostrate sempre più competenti, consapevoli delle loro capacità, grintose, tenaci, ambiziose e ciniche.

E sono anche una “minoranza” politica.

Ricorda che le minoranze sono sempre più agguerrite di chi difende le proprie rendite di posizione e, alla lunga, vincono sempre la loro battaglia.

Per questi motivi, e per quanto sta accadendo nel mondo oggi, penso che i due lustri che compongono il decennio tra il 2020 e il 2030 saranno decisivi per far fare alle donne un deciso salto di qualità in politica, e ridurre significativamente quel gap di genere che da sempre contraddistingue un ambito in cui dominano gli uomini.

Però c’è ancora tanto lavoro da fare a livello di marketing politico e, in seconda battuta, di comunicazione. Ci sono delle lacune che vanno colmate e non si può pensare che basti impegnarsi tanto quanto il sesso opposto per emergere e vincere. No signore, voi dovete profondere uno sforzo nettamente maggiore perché vi trovate attualmente in una condizione di netta inferiorità politica. E questo sforzo deve essere intelligente e studiato a monte nei minimi particolari.

A te, donna, non sono ammessi (troppi) errori.

So che certi ostacoli ti sembreranno insormontabili, ma la realtà è che esiste sempre un modo per superarli.

Il primo passo è quello di riconoscere tali ostacoli.

Continua a leggere perché ora entriamo più nel dettaglio.

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Elezioni Midterm 2018 USA : ecco perché una tenuta di Trump è possibile

midterm 2018 usa

Oggi si vota negli USA per le elezioni di metà mandato, le famose “Midterm Elections”.

Da molti sono considerate un referendum su Trump, e in effetti l’indicatore che rappresentano è una sorta di voto sui due anni della sua amministrazione. Non bisogna, tuttavia, sottovalutare l’importanza dei candidati, sia per i 35 posti in palio al Senato (su un totale di 100 dei quali si compone) che per tutti i 435 seggi della Camera (House of Representatives). Si vota anche per il rinnovo di 36 Governatori su 50, ma l’attenzione principale è rivolta alle sfide per le due camere, poiché sono quelle a determinare la nuova composizione del Congresso.

Una possibilità è che si manifesti la temuta “Lame Duck”, ovvero l’“anatra zoppa”, che in realtà definisce la condizione del Presidente in carica tra il periodo di tempo che intercorre tra le elezioni di novembre e l’insediamento del nuovo Presidente a gennaio dell’anno successivo, anche se in Italia ha assunto un significato giornalistico che indica un Presidente privato della maggioranza al Congresso. Dal 1934, è successo solo in cinque Midterm che il Presidente in carica perdesse la maggioranza (quattro volte al primo mandato ma soltanto una volta solo alla Camera: Obama nel 2010). Quello che potrebbe succedere a Trump è la stessa condizione subita da Obama nel 2010, ma con i partiti invertiti (i repubblicani che mantengono il Senato, ma perdono la Camera). Eppure, ci sono dei dati che suggeriscono che una tenuta dell’intero Congresso per Trump è possibile. 

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La prima domanda a cui rispondere se fai politica e vuoi emergere

C'è posto per me in politica?

“C’è spazio per te, oggi in politica?”

Si tratta di una domanda che faccio sempre a chi viene da me per fargli capire che non è detto si possa fare ciò che si vuole.

“C’è spazio per te, in questo momento, con questo contesto politico, nella tua area geografica, per quello che vuoi fare?”

Rifatti questa domanda più e più volte e cerca di darti una risposta onesta perché il tuo obiettivo deve essere il più possibile allineato con le tue reali possibilità di farcela. Può essere che ci sia spazio o che non ci sia. Le vie di mezzo non sono di questa era e “tirare a campare” andava bene ai tempi di Andreotti.

Dopo esserti dato in maniera autonoma questa risposta, ecco che arriva il mio turno: a questo punto, il mio compito è quello di essere il più sincero possibile e di valutare la situazione in maniera imparziale e distaccata.

Questo perché non mi posso limitare a prendere per buono tutto quello che mi viene detto da una persona che, com’è normale che sia, è più propensa a fare delle valutazioni dal suo punto di vista e solo da suo.

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